Skip to main content

Mese: Febbraio 2018

TEATRO, SCUOLE E DIVERSITA’: IL PROGETTO CALAMAIO RACCONTA “BECCO DI RAME”!

Grazie alla preziosa collaborazione con diverse realtà culturali del territorio, nascono idee ed esperienze sempre nuove nella forma, che mantengono però un filo conduttore con i temi a noi cari, fra i tanti:

  • inclusione;
  • accessibilità;
  • relazione con la diversità;
  • necessità di lavorare tutti insieme per una cultura dell’integrazione di tutte le differenze.

Francesca, animatrice con disabilità del Progetto Calamaio, racconta l’incontro con una classe IV del Liceo Da Vinci di Casalecchio di Reno avvenuto all’interno di un percorso di alternanza scuola lavoro in cui sono coinvolti diversi soggetti: oltre che con la scuola, quel giorno abbiamo condiviso l’esperienza con il Teatro Laura Betti di Casalecchio, l’Associazione Altre Velocità e la compagnia teatrale Teatro del Buratto, che ci ha proposto lo spettacolo per bambini “Becco di Rame”.

<< Mercoledì 7 febbraio io, Sandra (coordinatrice del gruppo) e Lorella (altra animatrice con disabilità), ci siamo recate, nel ruolo di animatrici,  a vedere uno spettacolo per bambini che trattava il tema della diversità attraverso la rappresentazione teatrale, tratta da una storia vera, chiamata: “Becco di rame”.

La trama parla di un’oca che non è stata da subito accolta bene nella fattoria, perché era diversa dagli altri animali. Soprattutto le galline la scacciavano via. Col tempo però è stata accettata da tutti, grazie anche all’aiuto dei maiali che l’avevano adottata come una loro figlia. Un giorno nella fattoria arrivò una volpe molto affamata che voleva mangiare gli animali presenti, ma l’oca lottò con la volpe e la scacciò, anche se nel combattimento ci rimise il becco. All’inizio, quando dovette montare il nuovo becco di rame, non lo accettava e non riusciva neanche a mangiare. Se ne vergognava molto! In seguito sia gli altri animali, sia lei, si adeguarono a questa sua nuova caratteristica.

Dopo la rappresentazione, a cui abbiamo assistito insieme a numerosi bambini delle scuole dell’infanzia, abbiamo avuto un incontro con una classe del Liceo Da Vinci di Casalecchio, anche loro spettatori insieme a noi, sul tema della disabilità. Subito vi è stato l’inevitabile momento di difficoltà, che è normale in un primo impatto. Ma col passare del tempo ci siamo conosciuti un po’ e i ragazzi si sono aperti di più verso di noi.

Mi ha colpito molto il loro sguardo di disagio all’inizio, nell’interagire con noi.  Partendo dallo spettacolo, abbiamo parlato un po’ con i ragazzi, abbiamo riflettuto sul tema della diversità e questo ha permesso un contatto e una prima conoscenza, anche se il tempo non era evidentemente sufficiente per instaurare una Relazione che si possa chiamare tale.  Ma siamo stati contenti di come sono andate le cose, perché è stata una bella esperienza e un bell’incontro dove, oltre a riflettere sullo spettacolo, abbiamo potuto conoscerci e abbattere un po’ di barriere >>.

Lo scopo di questa attività era di portare i ragazzi a guardare oltre la disabilità e provare a creare un contatto, un legame, che possa abbattere queste barriere che ci dividono.

Martina, per esempio, studentessa del Liceo Da Vinci di Casalecchio di Reno, è riuscita a recepire  appieno il messaggio. Ci ha anche dedicato un piccolo articolo intitolato “LORELLA E FRANCESCA E LA DIVERSITA’ “, pubblicato sul sito di Casalecchio Teatri 2.0 e che invitiamo tutti a leggere.

<< … trovo molto costruttivo avere il coraggio di ragionare sul valore della diversità… >>

Martina usa il termine “coraggio” e ha ragione… Fare finta che sia facile non ci aiuta… I ragazzi questo coraggio ce l’hanno… Sempre! Hanno bisogno di spazi e tempi accoglienti per fare l’esperienza dell’incontro e farlo diventare crescita per tutti noi.

E voi, avete il “coraggio” di affrontare la diversità?

 

 

PASSANDO PER IL CDH… CHE BELLE ESPERIENZE!

“Che dire… Ho incontrato persone troppo speciali in questo percorso, persone che mi hanno davvero insegnato tanto… Grazie a voi ho scoperto una parte di me  che credevo non avere. Ho capito cosa vuol dire trasformare i propri limiti in punti di forza… Ho imparato cosa significa rispetto per gli altri e cosa significa diversità… Non ho davvero parole per esprimere quanto per me sia stato importante quest’anno e quanto mi avete dato… Oggi sono io che ringrazio voi, educatori, animatori e tutti coloro che mi hanno sempre sostenuto in questo percorso… Mi mancherete tanto… E non smettete mai di fare tutto questo perché è qualcosa di straordinario!”

 Simona, volontaria Servizio Civile Nazionale

Ogni anno, all’interno del “Progetto Calamaio“, ospitiamo molti, moltissimi ragazzi e ragazze volenterosi, come tirocinanti, stagisti, volontari del Servizio Civile Nazionale, volontari del Servizio di Giustizia minorile, ecc., e sono moltissime le emozioni provate da ambo le parti: imbarazzo, tristezza, vergogna, fino ad arrivare a gioia, divertimento e senso d’integrazione. Qui, alcune impressioni di coloro che passano dal “Progetto Calamaio”, che, ogni anno, contribuiscono a portare un consistente cambiamento dell’intero contesto su cui lavoriamo.

“La mia esperienza al progetto Calamaio è stata molto bella, è cominciata il 29 gennaio 2018 e finita il 12 febbraio dello stesso anno. Mi dispiace terminare questa esperienza perché mi ha insegnato molto. Il primo giorno mi sono sentita in imbarazzo, ho visto tutte queste persone con disabilità, persone con tante capacità che magari io non riuscivo a vedere all’apparenza, questo perché non provavo a mettermi nei loro panni. Da questa esperienza ho imparato che anche se queste persone hanno dei deficit, chi più gravi, chi meno, hanno la volontà di andare avanti, come per esempio essere il più autonomi possibili, la forza di imparare cose nuove e la gran voglia di amare. Grazie a questa esperienza ho imparato ad accettare le diversità degli altri, senza giudicare, ad imparare che tutti possono, basta la volontà. L’attività che mi ha più stupito è stato lavorare sul progetto del libro modificato, ovvero rendere libri accessibili a tutte le età e a tutte le diversità.”

Dalila, volontaria Scuole Rubbiani

Con l’aiuto di questi ragazzi  siamo riusciti a fare laboratori culturali sui temi dello svantaggio e della diversità…  Siamo riusciti a favorire una cultura in cui le persone svantaggiate siano “soggetti di diritto”, protagoniste del cambiamento personale e sociale… Abbiamo cercato, e cerchiamo ogni giorno, di dare ad ogni persona svantaggiata la possibilità di una integrazione basata sulla valorizzazione delle sue risorse,  così da far uscire dalla “riserva” persone e temi normalmente relegati in recinti e dar loro un’adeguata visibilità.

 

“Sono Elia, ho 16 anni e frequento il terzo anno dell’Istituto Tec

nico Aereonautico di Forlì. Sono cresciuto in una famiglia normale, mamma, papà e sorella maggiore, una famiglia in cui ci si confronta. Io ho sempre detto quello che pensavo a chiunque, adulti e amici, anche quando non mi era richiesto espressamente. La cosa 

certa è però che comunque le conseguenze le ho sempre pagate in prima persona. Ho deciso di vivere così, dicendo quel che penso, e so che la strada è in salita. A me non è mai stato consentito sbagliare.

Io farò il pilota! Ho deciso! Ho sedici anni, ho sbagliato, ho pagato e sto pagando. 

Il prezzo è stato altissimo, non solo per i tre giorni passati al carcere minorile del Pratello, non solo per i tre mesi di arresti domiciliari, non solo per la sofferenza negli occhi e nel corpo di mia madre, nei silenzi e nei discorsi di mio padre, nella delusione di mia sorella. Mi hanno obbligato a frequentare due giornate formative, fatto scegliere i settori operativi che preferivo, ma nessuna Associazione di Volontariato era disposta ad assum

ermi. Perché? Perché la responsabilità di “gestire” un individuo con delle limitazioni alla libertà come me era troppo impegnativo. Tutte le associazioni, sì tutte, tranne una, voi, la Cooperativa Accaparlante/Centro Documentazione Handicap, dove non ci sono utenti ed educatori, ma compagni e amici. Si è tutti insieme a lavorare in un unico processo, un unico percorso che ci lega, disabili e normodotati. Personalmente, in meno di un mese, ho imparato molto da voi e spero di esser stato d’aiuto…penso proprio di avere un’altra visione delle persone disabili, della diversità in generale, che prima non avevo.

Il pregiudizio è forse la punizione più pesante da sopportare. Questa è un’esperienza dura che mi ha insegnato però i valori veri, so di avere una famiglia alle spalle che merita di essere riconquistata da me! Quando sarò pilota li porterò con me in tutto il mondo!

Gli voglio tanto bene, vi voglio tanto bene!”

Elia, volontario Servizio di Giustizia Minorile

Il “Progetto Calamaio” non si ferma, come sempre aspettiamo di accogliervi numerosi e a braccia aperte!

 

La cultura è di tutti…Contribuiamo a renderla accessibile!

Mostre, concerti, cinema, spettacoli dal vivo, parchi, bar, ristoranti, librerie… A Bologna le occasioni per divertirsi e respirare un po’ di cultura davvero non mancano. Avere accesso a tutti questi luoghi non è un lusso per pochi, tante sono le agevolazioni per gli studenti e non solo per poter usufruire dei piaceri della città.

A volte, tuttavia, certe informazioni non circolano come dovrebbero e tante sono le possibilità che non si conoscono, soprattutto per chi, per difficoltà di vario genere (disabilità, limitata conoscenza della lingua, fragilità sociale, anzianità, ecc.) rischia di rimanere escluso dal godimento di occasioni di creatività, bellezza e conoscenza.

Il Progetto Calamaio non ci ha pensato due volte e subito ha provato a interrogarsi sulle soluzioni possibili.

Lo ha fatto con diversi progetti legati all’accessibilità alla cultura, come Cultura Libera Tutti, alla visione dello spettacolo dal vivo, come La Quinta Parete, ma soprattutto ha iniziato insieme al Comune di Bologna – Settore Marketing Urbano e Turismo, a fare dei sopralluoghi per esplorare e valutare l’accessibilità degli spazi della città.  A seguire ogni visita di mappatura una serie di schede composte secondo precisi criteri, inizialmente impostati con la giornalista con disabilità Valeria Alpi e Massimo Falcone del Centro Informahandicap di S.Lazzaro di Savena (BO).

Abbiamo così cominciato a misurare l’accessibilità dei musei di Bologna, insieme all’istituto dei ciechi “Francesco Cavazza” e alla “Fondazione Gualandi” a favore dei sordi.

I musei che  abbiamo “mappato” fino ad ora sono stati il Museo del patrimonio industriale, museo Morandi, museo della memoria di Ustica, casa Carducci, museo Archeologico, museo civico Medioevale, museo comunale d’arte, Mambo, Museo  Internazionale e Biblioteca della Musica, Bargellini, museo della tappezzeria.

Il progetto ha come finalità il miglioramento dell’accessibilità fisica e culturale dell’offerta turistica cittadina per assicurare a tutti le migliori condizioni di fruizione.

Il principale obiettivo è la costruzione di un sistema informativo unitario e costantemente aggiornato sull’accessibilità di attrazioni turistiche, strutture ricettive e ristoranti per persone con disabilità temporanee o permanenti.

” Il nostro ruolo nelle mappature– ci racconta Andrea Mezzetti, uno degli animatori con disabilità del nostro gruppo- è stato quello di capire, attraverso misurazioni e domande mirate l’accessibilità del luogo/museo anche per i disabili. Il museo che personalmente mi ha colpito di più è stato quello della memoria di Ustica, con quella rovina sotto gli occhi di tutti.

Entrando nel museo, la cosa più evidente, che cattura l’attenzione è appunto quella rovina sotto forma di aereo, inoltre l’autore dell’opera ha voluto colpire i visitatori con  effetti acustici, inerenti alla strage, proponendo ai visitatori i pensieri delle vittime dell’incidente attraverso effetti sonori annessi. Per quanto riguarda l’accessibilità del luogo, a mio parere non c’è neanche da farsi questa domanda, nel senso che, per quello che ho visto io, era totalmente accessibile.

Un altro museo che mi è piaciuto molto è stato quello civico Medioevale, con in mostra quadri, sculture e in particolare ho apprezzato molto gli oggetti dell’epoca come portafogli, orologi ecc.

Nella media i musei di Bologna esaminati sono tutti mediamente accessibili con qualche accorgimento.
Adesso inizieremo a valutare l’accessibilità di pub, ristoranti, hotel, bar ecc. fino ad arrivare al miglioramento di tali condizioni e quindi alla fruibilità completa dell’offerta turistica cittadina”.

Entrare, accedere, conoscere, lasciare delle tracce… Questo è il nostro spirito! E il vostro? Quali sono i vostri luoghi preferiti in città?