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Mese: Ottobre 2017

LE SCUOLE MEDIE “FARINI” INCONTRANO IL CDH

Entusiasmo, energia e positività sono stati i sentimenti che hanno accompagnato l’incontro delle Scuole Secondarie di primo grado “Farini” di Bologna, al Centro Documentazione Handicap. L’evento, avvenutosi presso la Cooperativa Accaparlante in via Pirandello 24, consisteva in animazioni educative che mettono al centro l’incontro con la diversità, con l’obiettivo di mettere in contatto i ragazzi partecipanti con la Comunicazione Aumentativa Alternativa e la scrittura in simboli, attraverso giochi e attività espressive e creative per favorire un’esperienza positiva e didattica. Mediante educatori ed animatori con disabilità, c’è stata la sperimentazione di un linguaggio che ha aiutato ad instaurare relazioni positive, attraverso le quali superare pregiudizi e differenze, per sviluppare competenze rispetto alla scrittura e alla traduzione di libri in simboli CAA.

All’inizio dell’incontro c’è stata una presentazione sull’organizzazione e svolgimento del Centro Documentazione Handicap, da parte del dottor Claudio Imprudente in cui ha stretto relazioni con i partecipanti. Come? Comunicando…dice Claudio: <<non parlo ma comunico>>, attraverso una tavola di plexiglass, incrociando lo sguardo della persona che ha di fronte, indicando le lettere; <<non cammino ma mi muovo>>, con l’aiuto di una persona, continua Claudio. Inizialmente i ragazzi erano un po’ perplessi, ma grazie alle qualità di Claudio nel metterli a proprio agio, si sono subito lasciati andare nelle varie attività preposte e nel relazionarsi con la disabilità. Titti, Danae, Sara, Manuela, Luca erano gli animatori presenti a condurre l’incontro.

Divisi in 5 gruppi, il tema principale su cui verteva l’incontro era l’accessibilità a 360°. Attraverso la presa visone di libri accessibili a varie esigenze (libri tattili, libri modificati in simboli, audiolibri, ecc.), i ragazzi partecipanti sono stati inseriti in questo contesto e in conclusione costruire, con l’aiuto dei nostri animatori, un libro tattile, ovvero libri dedicati principalmente per persone non vedenti.

Alcune delle nostre animatrici disabili hanno voluto lasciarci delle loro riflessioni, come per esempio la nostra cara Titti dice: <<La mia attività con i ragazzi è stata la creazione di un libro tattile e, dando dei validi consigli, mi sono sentita molto partecipe e coinvolta. Mi piace sempre ascoltare i discorsi di Claudio Imprudente, per me lui è un esempio di crescita>>.

Un altro gruppo è stato condotto dalla nostra Danae, animatrice di origine sud-americana: <<ero in un gruppetto di ragazze in cui abbiamo progettato insieme una storia selezionando il materiale adatto. Alla fine abbiamo raccontato, attraverso la costruzione di un libro tattile, la storia, sin da piccolo, di Claudio Imprudente. Sono molto felice di come è andata l’attività, soprattutto perché ho visto le partecipanti molto entusiaste nel fare questo lavoro>>.

Sara, l’animatrice più giovane della Cooperativa Accaparlante, ci dice: <<La cosa che mi ha colpito maggiormente è stata la riflessione, fatta insieme a Claudio, sul discorso dell’aiuto, sul bisogno di ognuno, perché in fondo tutti abbiamo bisogno dell’aiuto degli altri. E’ stato molto interessante lavorare sul progetto del libro tattile, per me questi incontri sono molto importanti perché si lavora sull’accessibilità>>.

Alla fine dell’incontro si è notato che il disagio iniziale era passato in secondo piano, anche la disabilità. Perché con quella disabilità ci abbiamo giocato tutto il tempo e l’abbiamo fatta diventare un’occasione per entrare nella relazione con noi e non la causa di una distanza.

L’obiettivo di questo incontro era quello di coinvolgere e divertire i ragazzi delle scuole secondarie sul tema dell’accessibilità, intesa per tutti gli esseri umani, abbattendo barriere architettoniche attraverso giochi, idee e presentazioni, così da offrire ai partecipanti il contatto diretto con la diversità e gli strumenti utili ad affrontare le difficoltà anche legate alla didattica, che favoriscono una reale inclusione di tutti i soggetti coinvolti. Per quanto ci riguarda noi scegliamo il divertimento, la festa, l’allegria e la mettiamo in relazione con l’handicap, la difficoltà, la disabilità.

FUTURO SEMPLICE – FUTURO INCLUSIVO…IL CDH AL FESTIVAL FRANCESCANO!

Bologna, 03/10/2017

Dal 21 al 24 settembre scorso, la città di Bologna ha accolto per il terzo anno consecutivo la IX edizione del Festival Francescano, tenutosi in Piazza Maggiore.

La struttura del Festival prevedeva tre giorni di iniziative culturali, spirituali, artistiche e didattiche, svolte tra la gente per favorire il dialogo e l’incontro, in linea con i valori e con la testimonianza dei Francescani.

Anche i nostri colleghi, nonché animatori del Centro Documentazione handicap, Danae, Diego e Tatiana, hanno partecipato al Festival Francescano, presso il Chiostro di San Giuseppe, portando con sé un progetto di temi legati alla diversità, alla disabilità e all’inclusione. L’intento di queste attività era di coinvolgere le scuole, proponendo attività di animazioni per bambini, dai più piccini delle scuole d’infanzia e ai bambini delle scuole elementari.

Il nostro caro Diego ci ha lasciato questa sua testimonianza: <<Ho affrontato alcuni temi importanti con i bambini di quarta e quinta elementare. La prima parte consisteva nel raccontare una storia, la storia di Re 33, animandola con l’aiuto dei bambini in cui io avevo il ruolo del Re. Nel mezzo dell’incontro abbiamo fatto il gioco del “uguali o diversi”, che consiste nella massima attività di inclusione e conoscenza di se stessi e degli altri, scoprendo in cosa ognuno di noi si eguaglia o si distingue. Mi ha colpito molto la perspicacia dei bambini nel capire subito le regole delle attività, mi sono trovato bene con il gruppo. Partecipare al Festival Francescano mi ha fatto molto piacere, mi sono divertito con i bambini, è stata una giornata costruttiva e un’esperienza assolutamente da ripetere>>.

Anche la nostra cara animatrice Danae ha voluto lasciarci alcune delle sue riflessioni riguardanti le attività svolte all’interno del Festival: <<ho incontrato una classe della scuola d’infanzia ed una classe delle elementari, in cui abbiamo affrontato temi sulla diversità, non tanto discutendone a parole, ma giocandoci su. Le attività svolte sono state molto interessanti, ma quella che mi ha colpito di più è stato lo “smonta e rimonta”, che consiste nel smontare e rimontare i pezzi di una carrozzina per disabili e successivamente farla collaudare ai piccoli partecipanti; è stato il punto in cui i bambini si sono maggiormente divertiti, facendo impennate e sgommate. Era la prima volta che conoscevo questo posto, sono stata davvero bene. E’ stato interessante anche perché ho avuto la possibilità di conoscere e confrontarmi con bambini di nazionalità diversa dalla mia. Alla fine dell’incontro abbiamo dato la possibilità ai bambini di porci delle domande e colmare tutte le loro curiosità riguardanti la diversità e la disabilità>>.

Sappiamo quanto al giorno d’oggi sia articolato affrontare temi di questo genere, ma vedere le facce dei bambini felici, divertiti, coinvolti in tutte le attività svolte, sentire nell’aria un sentimento di gioia e unione, percepire l’apertura a ciò che riserva il mondo esterno, soprattutto quando si è bambini, risulta tutto molto più facile e divertente. Il modo in cui i bambini hanno affrontato queste attività, e come i nostri educatori siano riusciti a portare splendidamente a termine i progetti, sta a dire che molte barriere (mentali) sono state abbattute e lo sguardo dei bambini oltrepassava la semplice vista della disabilità e della diversità.

Anche questa volta siamo riusciti a toccare nel cuore di molti bambini, insegnati, genitori, ecc. lasciando un segno permanente e superando lo stereotipo della diversità,  come solo noi, con le nostre doti speciali, sappiamo fare.

Un futuro semplice è quello che San Francesco e Santa Chiara che ci hanno ispirato: <<semplice non vuol dire facile. Un futuro di pace, fraternità, giustizia, essenzialità, dialogo, integrità del creato, da costruire ogni giorno, sin da bambini>>.

E voi, quale futuro desiderate e volete costruire?