VIAGGIO E TEMPO LIBERO

 

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Fare i conti con la propria ferita, dunque. Così per tutto, il mare e la montagna, il mio mondo stabile e quello fuori che muta, i miei valori e le conseguenze di questi sul mondo, la mia membrana, cioè il mio passo, la mia falcata, il mio viaggio, interno o esterno non importa, la mia misura di volta in volta da calibrare.

(Antonio Pascale)

Il laboratorio si è strutturato come un vero e proprio percorso a tappe che ha cominciato con l’indagare gli immaginari, le attese e i desideri che i destinatari portavano con sé intorno all’idea di viaggio, per poi arrivare più concretamente a toccare con mano che cosa significa prepararsi per una partenza, come informarsi, cosa fare e a chi rivolgersi una volta arrivati a destinazione. Tutto questo è stato accompagnato da attività di sperimentazione sensoriali, momenti di gioco e role playing, consultazione di guide e siti specializzati, insieme all’incontro reale con persone con disabilità che hanno organizzato e partecipato in prima persona a viaggi accessibili come per esempio Paola Benvenuti dell’Associazione Strabordo di Ancona.
A documentare tutto ci ha pensato un diario di viaggio artigianale, che i partecipanti hanno riempito e personalizzato “lungo la via”, come direbbe il nostro collega Ermanno Morico, che oltre a una raccolta di suggestioni ci ha offerto una preziosa indicazione di metodo permettendoci di seguire più chiaramente l’intero filo logico del percorso.

Il laboratorio è stato documentato all’interno del numero monografico della rivista “Hp-Accaparlante” Dove non sono stato mai. Il viaggio tra immaginario, attese e possibilità, presentato al Festival del Turismo Responsabile IT.A.CA’ di Bologna e al Festival della Letteratura di Viaggio di Roma.